martedì 29 novembre 2011

Aspettiamo sul tetto. Il quartiere francese non è nemmeno messo malissimo. Penso ad un modo per raggiungere casa mia. Mentre Dante sta per partire a nuoto una barca dei soccorsi ci lascia allo stadio. Nei giorni successivi mi studio i libri che ho raccolto.

Nei libri trovo accenni a varie mitologie, tra cui molte riferite alla madre terra indicata come Ninhursag, Cibele, Magna mater, ma anche come colei che un giorno porrà fine alla terra. Continuo comunque a studiare.

Nei giorni successivi mi divido tra la ristrutturazione del Round Midnight e, in minor misura, ad assistere al Manicomio.

Mi passa a trovare Edgar Pendelton, che però dice di non avermi mai incontrato. Dice di non essere mai stato a Fort Assumption. Dice di aver percepito quello che ho fatto. Dice che ho attaccato la sua faccia ad un mio ricordo per tre giorni, e che lui se n'è accorto.

Mi chiede se mi ricordo di lui. Non lo ricordo. Dopo avermi stretto la mano, ho un mancamento. Mi risveglio in un parco, sono un bambino su una panchina, e accanto a me dei fumetti, che qualcuno mi ha appena regalato, probabilmente proprio Edgar. Probabilmente un mio ricordo d'infanzia. Dice qualcosa su mia madre, e lo aggredisco. Mi sveglio nel bar, mentre sto aggredendo un ragazzo di 25 anni, e Jacqueline mi sta sgridando.

Vado intorno al bar cercando Pendelton, ma trovo solo Ashton, che sta cercando Dante. Assieme a lui vado a locale.

Dopo un pò arriva Dante assieme a Jeb Walker, il vecchietto conosciuto a F.Assumption, disperato e malconcio. Viene fuori anche che Terence era il Cigno, un serial killer abbastanza noto per gli omicidi fantasiosi e grotteschi, dipingendo di bianco con gli occhi neri, crocefissi.

Un gruppo di punk entra nel locale e inizia a cercare rogne. Butto un giro di birre e cerco di prendere tempo. Nel frattempo Dante è là. In quella arrivano anche gli altri, che vedono il punk che lancia la bottiglia fuori dalla finestra.

Escono fuori, e Sun Mei e Malone li seguono per cacciarli. Noi confortiamo il signor Jeb Walker, la cui moglie è stata rapita durante la notte, dopo che i servizi sociali gli hanno anche portato via Danny.

Dopo un paio d'ore, Sun Mei e Malone tornano al Round Midnight, un pò sconvolti. Malone si incazza un pò perchè Dante si è lasciato sfuggire un pò troppi particolari con la polizia.

La mattina dopo vado in commisariato per aiutare Jeb a sporgere un'inutile denuncia e poi a casa sua per investigare sulla scomparsa. Non è una simulazione, è tutto spaccato, e ci si sono divertiti. Jeb ci spiega cos'è successo. Probabilmente naziskin. Norma ha reagito e loro si son divertiti a malmenarla. Alla fine se la sono portata dietro, tanto era divertente. Gli diamo una mano a mettere a posto. Mentre stavano andando via Jeb dice che i tipi stavano canticchiando una canzone, Bye Bye Blackbird, una canzone che nel 1927, in occasione di una piena del Mississippi di N. Orleans, e i neri sono stati costretti con le armi a restare nei campi allagati, mentre i bianchi andavano via sul battello. Inoltre troviamo un opuscolo, "Manifesto degli Scienziati Bianchi", razzismo di basso livello. Come firma, il logo Storm Front.

Troviamo anche un bigliettino da visita, rosso con scritte color oro, con una giarrettiera stilizzata, del locale "La Coulotte Rouge".

Andiamo a dormire per il pomeriggio, e la sera torniamo al pub, che però resta chiuso al pubblico, visti i recenti eventi. Dopo un pò arrivano Sun Mei e Malone, e ci aggiorniamo.

Heavy rain

Guido fino in centro, abbandono l'auto e salgo in un palazzo, per stare più al sicuro. Salgo le scale fino ai piani alti, e per puro caso trovo la sig.ra Eckard. Cerco di confortarla un pò e la aiuto a spostare alcuni armadi per sigillare le finestre, quando all'interno di uno di questi intravedo delle pelle di animali appese.
Mentre la signora Eckard fa il tè sbircio all'interno dell'armadio è tutto pieno di simboli, e sul fondo è disegnato un pentacolo.
Quando mi giro verso la cucina vedo anche un tavolo, con alcuni libri sopra. In un cassetto, un ritaglio di giornale che parla di Fort Assumption. Sotto al ritaglio, altri fogli e carte, anche molto vecchi (50 anni) che parlano di città fantasma, tra cui anche Fort Assumption. I libri sono di stregoneria. Preoccupante.

Suono un pò per lei, ma presto mi sento male, come  drogato. Chiedo cosa c'è nel tè, e la vecchia fa l'indiana.
Non mi fa uscire. Dice che lo fa per evitare che io faccia danni.
Dice di aver studiato molto più di Ted, e di sapere meglio di me cosa sta succedendo. Vecchia stronza puttana.

Nel frattempo il tempo peggiora spaventosamente, fino agli tsunami sul lago. In TV si parla già di emergenza, specie vista l'impreparazione della gente. Si teme per gli argini del Missisippi, dicono. Io temo per la mia vita.

La puttana mi sveglia e mi costringe a guardare fuori dalla finestra. La tiro via dalla finestra e la allontano, e lei mi punta contro un coltello. Io prendo una sedia, e ci fronteggiamo. Non sono il tipo che picchia le vecchie signore, quindi la colpisco con il taser, e lei salta giù dalla finestra, andando incontro a Esmerald.

Prendo tutti i libri, le carte, e le cose mistiche e strane che trovo e le impacchetto in un lenzuolo. Alla porta iniziano a bussare i vicini. Prima prendo tempo, poi capisco che stanno per sfondare la porta. Simulo un incidente e cerco di convincere tutti che la signora sia caduta. Uno dei vicini non ci crede, per cui prendo il fagotto e approfitto dell'occasione che mi concede per scappare in un sottoscala.

Chiuso nel sottoscala sento un fortissimo rombo. Uno tsunami si avvicina rombando e falciando palazzi, al che salto in macchina, caricando anche un passante, e guido fuggendo come un fulmine, saettando abilmente tra le vie.

Raccolgo Dante e il suo amico Ashton, che incrocio per strada, e andiamo al Round Midnight, dove ci rifugiamo. Puntelliamo porte e finestre, e poco dopo l'onda si schianta contro l'edificio. Due finestre non reggono del tutto e inizia ad entrare acqua. La stanza si allaga e mentre cerchiamo di sigillare le finestre, l'ondata di risucchio porta via Alphonse, nonostante i miei sforzi per trattenerlo.

Dante apre la porta della cantina, per svuotare un pò il locale dall'acqua. Forse il locale, a differenza di Alphonse, si salverà.
Saliamo sul tetto dopo aver messo in sicurezza ciò che resta del bar.
Al riparo, ci addormentiamo, di una stanchezza innaturale.

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Ci svegliamo di colpo, tutto attorno è silenzioso. I nostri sguardi si incrociano, è tutto buio e silenzioso. C'è solo il nostro tetto, e ovunque acqua all'orizzonte.
Una voce da sopra "Ti diverte così tanto?" Sul tetto una bella donna con i capelli neri. Esmeralda. Chiedo divertito dov'è il resto della città? Dice di aver fatto tutto per vendicarsi, e che guarderà la nostra rovina. Per ora è finita, dice.

Recuperiamo dal bar semi-allagato i cibi confezionati che possiamo considerare sicuri, e aspettiamo sul tetto i soccorsi, impotenti.

Back home

Di nuovo a New Orleans, cerco di affogare i brutti ricordi in una rassicurante routine: vado al bar a suonare, per scoprire che sanno galleggiare.All'entrata trovo il sergente Ardeen, venuto a sentirmi suonare, apparentemente. E forse anche ad investigare. Trovo dentro anche Robert, Sun Mei, e Hina, l'amica. Molto carina. Nella mia testa, filmetto lesbo. Chiacchero un pò con loro, e quel fesso di Robert vuole tornare a F.Assumption. Noi no.

Vado a suonare.. Quando sto per suonare mentre Jacquelin mi sta aiutando a sistemare le casse, e mi da una lettera, che leggo appena finisco le prime canzoni.

Egregio Mr. Carlin,
è con forte rammarico che mi permetto di disturbarLa, ma ritengo quanto ho da esporLe di forte importanza. Verrò subito al punto: ho seguito le sue recenti disavventure e non posso celarLe il mio biasimo verso ciò che ho potuto vedere.
Davvero si ritiene così superiore, così… “buono” da essere al di sopra di altri esseri umani? Vorrei capire cosa –nella sua testa- rende lei, che ha VOLONTARIAMENTE e A SANGUE FREDDO sparato ad un uomo uccidendolo, migliore di un ex-carcerato. Il fatto che quest’ultimo abbia commesso altri crimini lo rende in qualche modo “peggiore” di lei? Esiste davvero una così grezza divisione tra “buoni” e “cattivi”? E anche se esistesse, con quale criterio lei si pone tra i “buoni”, permettondosi di trattare in modo così maleducato e gretto persone di cui Lei non sa assolutamente niente? Chi le ha dato questo diritto?
Spero mediterà su quanto le sto dicendo, auspicandomi un suo miglior comportamento in futuro.
Suo,
E.P.

Esco abbastanza sconvolto, convinto che l'abbia spedita Edgar Pendelton. Tuttavia nè Robert nè Sun Mei ricordano alcun Pendelton nella lista. Che diavolo succede ai miei ricordi????
Piuttosto incazzato accetto la compagnia di Robert, pur di non stare da solo. Nel frattempo cerco di rintracciare, anche grazie a Robert, tale Edgar Pendelton.

In cerca di informazioni il giorno dopo mi dirigo al manicomio e mi rivolgo al dott. Crane. Mi fa consultare l'archivio. Una grande stanza piena di schedari e archivi abbastanza alla rinfusa, piuttosto incasinato. Nel caos, trovo la scheda di Gregory Sanders, che riassume i tre giorni di cui Ted ha già dato delirante accenno.
E' arrivato vaneggiando, dicendo tutto quello che ha detto Ted. Era malato di una malattia che non sono riusciti a capire, forse peste. I vestiti sono stati bruciati. C'è un riferimento al maledetto bastardo che ha contaminato la città, e per quanto la mamma della sua donna fosse convinta che fosse tutta colpa della strega, mentre lui era sicuro che fosse l'indiano.
Scopro che il manicomio non butta bene da quando la famiglia Marley non segue più la struttura.

Mentre porto Emmanuel fuori città arriva l'uragano.
Lo vedo arrivare, nel vento forte sento una voce che dice "Ve l'avevo detto che vi avrei trovato!" Nel movimento delle nubi mi sembra quasi di intravedere una figura che abbraccia tutta la città.

martedì 15 novembre 2011

Sabbia.

 All'uscita della miniera tutti ormai sono occultisti. Dante espone la sua teoria: si deve dar pace anche alla maestra.

La follia ormai deve avermi preso, perchè gli credo.. dice che i fantasmi hanno delle àncore, degli oggetti che li tengono su questo mondo e gli impediscono di andarsene. Sto al suo gioco, e la mia mente ripercorre con terrore gli avvenimenti delle ultime ore. La maestra.. i bambini... secondo me è il registro! Dante concorda con me. Deh, potrei avere una carriera anch'io come imbonitore, se solo avessi voglia di tatuarmi roba strana dappertutto.. ma lui ci crede davvero, e da tempo ho imparato a rispettare le credenze di chi ha fede, per quanto assurde siano.

Mentre camminiamo discutendo dalla miniera alla città, sentiamo rumore di rissa proveniente dal saloon. Ci guardiamo, e ci avviciniamo di corsa, pronti al peggio.

Qualcosa di infranto. Grida. Sopra di noi grosse nuvole tempestose fanno capolino all'orizzonte, correndo velocemente verso la città.

Spalanchiamo la porta, e il faccione della signora Eckard, con gli occhi fuori dalle orbite, si accascia di fronte a noi, stringendosi il petto.


Le brande sono state rovesciate, e Josh giace a terra, privo di sensi. Theresa, terrorizzata, si stringe contro una parete.

In centro c'è Tod che sta espiando per la sua stupidità. Sopra di lui Sean tenta di vendicare suo padre massacrando di pugni quell'idiota.

Mentre noi ci precipitiamo a fermare il ragazzo prima che ci sia un nuovo cadavere da seppellire, Dante cerca di trattenere lo spirito della vecchia. Stavolta senza voodoo, una buona vecchia CPR. Non è stupido, quel matto.

Ted rischia di diventare il capro espiatorio, mentre Sun Mei, con la sua solita grazia da marine, blocca Sean e cerca di fargli calmare i bollenti spiriti.

Ad acque calme, ci accorgiamo che quel verme di Pendelton manca all'appello. Non siamo andati a cercarlo perchè eravamo preoccupati per lui. Siamo andati a cercarlo perchè eravamo preoccupati per noi.

Trasciniamo Sean con noi. Non mi fido di lasciarlo da solo. Per cercare di farlo sentire utile, gli dò l'altro mio fucile. Vediamo Pendelton entrare in chiesa e là lo troviamo, assieme a Donnie, che ha appena liberato. Stanno trafficando con qualcosa.

Tentano di accusarmi di qualcosa, ma non ho voglia dei loro giochi di parole, e mi limito a screditarli, tenendoli sotto tiro. E' più facile screditare una persona, quando la guardi dalla tacca di mira di un fucile.

Sean però non ha lo stesso autocontrollo. E' giovane, e ha davanti a sè gli assassini di suo padre. Mi risulta difficile togliergli il fucile, e un colpo che parte finisce fortunatamente a terra.

Donnie farfuglia qualcosa in merito a chissà quale indizio, situato nell'edificio di fronte a quello dello sceriffo. Ci dirigiamo verso la casa, tenendo i due bastardi di fronte a noi, ma Donnie tenta la sortita, e si avventa verso Sun Mae. La bimbetta stupisce di nuovo tutti e nella collutazione lo colpisce un pò troppo duramente, uccidendolo.

Abbiamo ancora bisogno di Donnie, potrebbe sapere cose che non sappiamo: lo trascino verso il saloon, cercando l'aiuto di Dante. Sean, nella sua impulsività, corre verso la casa, solo per scoprire che Donnie ci ha messo una trappola. L'edificio detona appena lui entra, e pure Robert, che lo stava seguendo, resta coinvolto nell'esplosione.

Nello stesso istante Donnie muore, e accade l'ennesimo evento soprannaturale: Dante sente nella sua mente un grido proveniente dalla città stessa.

Raccolgo Robert, che è solo leggermente ferito. Mentre lo riporto verso il saloon, cade dal cielo uno spolverino sollevato dall'esplosione, e Robert se lo mette.. ora lo riconosco!! C'è un articolo, al Bar, con la sua faccia sopra! E' un investigatore famoso!

Sun Mae guarda la scacchiera e vede un pezzo rotolare a terra al momento dell'esplosione che ha ucciso Sean.

Consegnamo Pendelton agli altri, e andiamo alla scuola. Troviamo Corinne sconvolta, con i capelli arruffati e il trucco sciolto. Ci punta un coltellaccio. Dice che "Lei" le ha tolto i bambini, accusandola di essere troppo debole. "Lei" ha detto che le cose stanno per finire, e che noi rimarremo qui, ma che Corinne è troppo debole per aiutarla, e deve ritornare tra di noi.

Cerchiamo di calmarla ma ormai la sua mente è toccata dalla follia. Con un gesto troppo rapido si squarcia la gola con il coltello sotto i nostri occhi.


Sotto la cattedra troviamo il registro. Dante inzia l'ennesimo mistico rituale voodoo che dovrebbe usare i legami (il registro, il cadavere di Corinne, e, per qualche strano motivo, la campanella della scuola). Sente una forte presenza, quasi tangibile, che lo scruta e lo guarda, ovunque attorno a lui. Non è lo sceriffo, è onnipresente. Tutta la Città lo sta fissando con odio. L'ansia lo prende. Di colpo, un fortissimo dolore al petto. Nelle sue visioni, un braccio gli esce dal petto strappandogli il cuore in una fontana di sangue. La mano si volta ad indicarlo. Qualcosa si avvicina a velocità incommensurabili. Una voce avverte "...non sapete cosa state facendo!" e tutto cessa.

Andiamo a seppellire lo sceriffo. Durante il rituale vediamo un uomo vestito di nero nella strada. Il prete.

Mentre Dante continua il rituale noi usciamo in strada a controllare.  Lo scheletro dello sceriffo inzia a muoversi. Il suo viso si forma piano piano, diventando sempre meno etereo.

Il prete, inveendo contro quelli che chiama i bestemmiatori, che suppongo essere noi, ci addita ridendo sguaiatamente. Anche lo spettro del contadino-maiale appare là vicino.

Lo sceriffo inizia a parlare, anche se solo Dante sente le sue parole. Dice di non poter lasciare la città a nessun altro, che solo lui può proteggerla.

Le figure eteree si avvicinano senza muoversi. Un'altra figura, femminile, sui 45, si avvicina, il suo volto deformato in un urlo di muto terrore puro, alla Munch.

Di colpo le figure si sciolgono, come liquefatte, mentre le nuvole si stringono sopra la città strozzando il cielo sopra le nostre teste. Sembra un tuono, ma non lo è.. la terra inizia a tremare.

La gente fugge fuori dal saloon, temendo che gli crolli in testa. Ashley ha qualcosa di strano. Ha gli occhi rivoltati all'indietro, ed è evidentemente posseduta da qualcosa che, con grande energia, scaravena Dante contro il muro del saloon, il quale esplode alle sue spalle. Anche Brandon è a terra, immobile.

I piedi di Ashley non toccano terra, mentre una nube di sabbia nera le vortica attorno, addensandosi nelle forme di quello che sembra essere un antiquato vestito. Fissando Dante con odio lo ringrazia di averla liberata del marito, riferendosi allo sceriffo e validando la nostra teoria. Dice che la città non ha niente di importante, e che è appena morta.

Dietro di lei la sabbia forma delle colonne vorticanti contenenti le piccole sagome dei bambini della scuola. Tra loro, i nostri due scomparsi.

"Troppi anni da viva mi sono stati negati da quello stupido e dalle sue paranoie riguardo alla virtù, e ho intenzione di riprendermeli con gli interessi! Per anni ho nascosto quello che facevo, additata come strega."

Dante cerca di esorcizzare il potentissimo spirito, mentre Robert si allontana e, giunto al cimitero, inizia a spalare terra dalla tomba di Esme Pritchard.

"Ci sono persone più adatte delle altre al ritorno in vita dei fantasmi, e Ashley è la più adatta che sia passata di qui nell'ultimo secolo"

Dante focalizza ulteriormente i suoi sforzi per sottrarre Ashley alla possessione.

Io e Sun Mae, trovando coraggio l'uno nell'altra, corriamo per sottrarre i bambini alla sabbia, la quale ci scortica le braccia per impedircelo.

Questo distrae abbastanza lo spettro, che si gira verso di me per afferrarmi, ma le sue mani hanno ormai perso forma corporea. Infatti Dante è riuscito ad afferrare con le sue ultime forze Ashley, sottraendola al controllo del fantasma.

Il rumore del vento è rotto dal grido di Robert: "Esmerald! Fermati!". Tutti ci voltiamo verso di lui, spettro compreso.

Robert regge tra le dita una lettera non spedita, che Esmerald non è riuscita ad inviare prima di morire. La recita ad alta voce.

"Cara Constance, sorella mia,
mio marito ha fatto cio' che temevo e penso che presto sara anche il mio turno.
Ma non temere, tutti hanno pagato per cio che hanno fatto a me e a Henry.
Hanno sofferto molto e cio' mi rende felice.
Se da un giorno all'altro non avrai più mie notizie non temere, ho terminato utti i preparativi per il mio passaggio e me ne potrei andare senza nessuno vincolo, spero di riuscire a spedire questa lettera.
Se ti arriverà sappi che ti voglio bene.

Lo sento salire le scale,

ti devo lasciare, tua Esmerald".

Il fantasma promette ritorno e vendetta, e dice di lasciarci andare, per ora. Dopodichè diventa invisibile, e tutto finisce.


Troviamo Jeb sotto le macerie. I bambini sono confusi. Almeno metà dei palazzi è crollata, e continuiamo a sentire scricchiolii dappertutto.

In cerca di benzina andiamo verso la stazione di servizio, ma troviamo l'organizzatore del tour, che ci riporta alla città. E' un figlio di puttana.

Chiamiamo la polizia, che finalmente arriva. Concordiamo una storia credibile, decidendo di scaricare tutta la colpa su Donnie.

Terence si offre come capro espiatorio, ma non va a nessuno. Gli do un biglietto da visita del bar. Gli diciamo di scappare e mettersi al sicuro.

La polizia prende le deposizioni di tutti, Ted viene portato via, senza opporre resistenza. Ci chiedono di restare a disposizione.

Mentre torno in città, mille pensieri..

Nuvola che cammina in realtà non aveva fatto nulla. Lo sceriffo l'ha ucciso, ha chiuso in casa la  moglie per proteggerla, dicendo ai cittadini che lei si era ammalata e quindi non poteva andare a scuola. Visto che non riusciva fermare la pestilenza ha piuttosto deciso di ucciderli tutti, e poi è andato dalla moglie, l'ha strangolata, e si è suicidato, ma lui teneva cosi' tanto alla città da mantenere vivo il suo spirito. La città era molto debole, perchè tenuta in vita dallo sceriffo, e si manteneva viva spaventando la gente. Nuvola che cammina era comunque un'ancora della città. Una era lo sceriffo, e la terza era Donnie. Nuvola era l'amante della maestra, e non ha mai perdonato lo sceriffo per averlo ucciso, e lei l'ha punito uccidendo i cittadini maledendoli.

A volte alcune persone attaccano l'etichetta "amore" ad azioni davvero repellenti.

venerdì 11 novembre 2011

Buried.

Un rapido censimento ci fa capire che gli assenti sono tre: i due bimbi, Mickey e Danny, e la madre di Danny, Corinne. Nonostante qualcosa dentro di noi ci dica che è una pessima idea, lasciamo la sicura (?) dimora e scendiamo nella strada. In lontananza, verso la scuola, sentiamo delle voci di bambini intonare una cantilena.  Con il ghiaccio nelle vene corriamo in quella direzione.

Le gambe ci tremano mentre ci avviciniamo e vediamo una decina di bambini vagare tra i giochi divelti e distrutti dal tempo di quello che un secolo fa doveva essere il campo giochi della scuola. "Giro girotondo..." fa eco al cigolio delle catene ruggini delle altalene che ondeggiano.

I bambini hanno i pugni stretti, le bocche serrate, e una collera a malapena repressa traspare dai loro sguardi fissi a terra. Tra loro anche Mickey e Danny sembrano partecipare ai giochi, senza condividere l'odio dei loro nuovi compagni. Addosso a tutti, anche ai due marmocchi, quelli che potrebbero benissimo essere i grembiuli di un secolo fa.

Per Sun Mei qualsiasi cosa stia accadendo è difficile da accettare. Rigida e quadrata, nega ciò che i suoi occhi vedono. Dante, quasi soddisfatto dalla cosa, le dà della miscredente senza troppa cortesia.

Distratti da questo scambio di vedute non ci accorgiamo che Cindy,la madre di Danny, è scattata in avanti per strappare suo figlio a quell'incubo. Arrivata alla staccionata che circonda il giardino si ferma e, tentando invano di mascherare il suo terrore, chiama il figlio. Gray le fa coro, ondeggiando delle caramelle ma il bimbo, quasi ipnotizzato dalla situazione, non si avvicina. Un altro dei bambini invece, senza celare troppo il suo stato d'animo, inveisce contro Gray, urlandogli di infilarsi le caramelle dove non batte il sole.

La porta della scuola si apre e appare Corinne, la madre dell'altro bambino, anch'ella vestita di vesti d'altri tempi, e con voce sicura annuncia la fine dell'intervallo, richiamando i bambini all'interno dell'edificio infestato da chissà quali spiriti maledetti.

L'orecchio fino di Sun Mei sente Ted dire "Non è possibile.. non doveva finire così!".

Ma non abbiamo tempo di pesare le parole. Dante scatta in  avanti, e va a prendere Mickey. Cindy tenta di scansare i ragazzini, i quali si dimostrano più forti del previsto e la trattengono. "Lasciami andare, brutta stronza, o te ne pentirai!" le intima uno di questi. Io ne afferro per il bavero un'altro, per coprire gli spostamenti di Gray.

"Non osare toccarmi, bastarda!" è tutto quello che sentiamo prima di vedere il bambino che tratteneva Cindy spalancare a dismisura la bocca e vomitarle addosso una nuvola ronzante di insetti verdi e neri. Lei urla e si accascia, e l'urlo diventa inumano mentre il suo volto si riempie in pochi secondi di pustole e bubboni, che inziano a scoppiare, sciogliendolo, e riempiendo l'aria del fetore della corruzione.

Non aspetto certo di fare la stessa fine, e alzo la lupara, scaricandola in faccia al bambino che mi trattiene, il quale viene proiettato via. Mi volto e, in preda al terrore, corro incespicando fino al recinto,promessa di salvezza.

Sun Mae è a fianco di Cindy che, prima di spirare, la implora di salvare suo figlio. Corinne, da una delle finestre, urla "Non mi togliere anche loro! Non di nuovo!"

I bambini spalancano le fauci e di colpo siamo avvolti da una foschia repellente, piena di rumori di insetti volanti e di zampette ticchettanti, che ci ronzano addosso. Io e Dante ci tappiamo il naso mentre ci allontaniamo, mentre Sun Mei e Gray, avendo avuto la sfortuna di respirarlo, sono colti da conati di vomito. Gray copre il volto del bambino con il cappello mentre corre verso il recinto, ma di colpo questi sparisce dal suo abbraccio, nell'istante in cui la nuvola si dirada, e tutti sono scomparsi. L'unico indizio  che ci ricorda che non abbiamo sognato tutto è il cadavere di Cindy.

Mentre Brandon e Gray vanno al saloon a prendere lo zaino nel quale Dante dice di avere dei rimedi per quella nausea, Sun Mei interroga Ted. Si crede un poliziotto, o forse un militare, visti i metodi spietati che lei e Gray usano per strappare allo sconvolto Ted poche farfuglianti parole. Dante arriva addirittura a promettergli di riportare in vita la moglie il cui cadavere ancora si muove a terra per gli spasmi post mortem, a pochi metri da lui.

Che persone senza cuore, quei tre.

Ted snocciola, tra qualche pugno e qualche minaccia, la storia che l'ha condotto qui. Dice di lavorare in una clinica psichiatrica di New Orleans, e di aver trovato, tra le vecchie carte del bisnonno, che faceva il suo stesso lavoro, delle cartelle cliniche riguardo ad ospiti della struttura negli anni precedenti. Un caso ha attirato la sua attenzione. Un certo Gregory Senders (il Greg della trappola?) si è presentato a New Orleans,disidratato, farfugliando di venire da Fort Asuncion, la quale era caduta vittima di chissà quale pestilenza, dicendo che lo sceriffo aveva sparato a tutti i cittadini. Chiedeva aiuto per andare a salvare due persone che erano rimaste intrappolate là. Fu internato, e dopo pochi giorni, morì.
Qualche settimana fa ha poi visto i volantini di questa gita, e la curiosità ha preso il sopravvento.
Da quando è qui, dice, sente che questo posto è pieno di spiriti assetati di sangue. Dice che non voleva ci fossero altre vittime, specie nella sua famiglia. Per evitare questo, ha mandato a morire altre persone, facendo saltare in aria l'autobus.

Non mi piace l'intimidazione e la violenza, per cui li lascio, e mi dirigo da Donnie, a far due chiacchere. Non è difficile entrare in sintonia con quell'invasato. Apprendo non senza  timore che anche lui, come me, ha fatto gli stessi sogni. Piccole differenze. Dopo mesi di insonnia lui ha sognato delle X rosse dipinte sugli usci delle case, una pestilenza.. mi spaventa molto sapere che i miei sogni sono uguali ai suoi, temo di fare la stessa fine, e non voglio.

Mi suggerisce di prendere nota di tutti i miei sogni. E' una cosa che mi impegnerò a fare.

Da 30 anni ha sogni, Donnie. Ricorrenti. Un'insegna fatta in un certo modo, una costruzione pendente in Italia, tanti particolari. Nel tentativo di dare un significato al tutto,  si è messo a cercare in rete immagini, foto, segnali, e alla fine ha trovato una foto con l'insegna del saloon.

Per un attimo tiro troppo la corda con l'affinità tra noi, e lui teme che io possa prendere il suo posto come "paladino" di questi incubi, ma riesco a smentire i suoi timori. E' difficile recitare, ho paura. E non di fallire.

Donnie parla di "Lei". Lo spirito di questo posto.

Mentre io vado a riposare Sun Mae e Gray, ancora scossi dalla nube tossica, trascinano Ted nel saloon. Gray e Dante decidono di andare a finire di esplorare la chiesa. Emmanuel mi sveglia, e li raggiungo subito. Non c'è tempo per dormire.

Dante decide di eseguire uno dei suoi rituali. Non mi piacciono i pazzi invasati, e Dante lo sta sembrando almeno quanto Donnie, ultimamente. Il rito voodoo è complesso e poco comprensibile, ma il fatto che comprenda la stella dello sceriffo, i suoi stivali e la sua pistola non mi fa presagire nulla di buono.

Una volta contattato lo spirito dello sceriffo tenta di indossarne i panni ed entrare nella scuola. Su un tavolo all'interno, i vestiti che aveva Corinne. Passandosi per lo sceriffo, tenta di parlare con i bambini, che reagiscono male. Ma il suo problema non è tanto quello dei bambini, quando il fatto che lo spirito dello sceriffo tenta di possederlo.

E proprio in quel momento, la realtà ci manda a fanculo. Un fortissimo urlo di dolore lacera l'aria. E' già abbastanza buio, ma la strada è illuminata dalle torce sulle pareti. Sulle porte, delle X dipinte di rosso. La città ora sembra pulita e nuova. Addosso a noi, vestiti antiquati. Da sotto l'impermeabile di Gray spuntano i calci di due colt appese al cinturone da sceriffo. Io e Dante siamo vestiti da operai, mentre Sun Mei attira l'occhio per il suo succinto abito da prostituta. Tutti escono dalle stanze, anche loro con abiti d'altri tempi.

In mezzo alla strada ci sono alcune persone, estranei, mai visti prima, a cui qualcuno ha appena sparato.


Quel qualcuno, con la pistola ancora fumante in mano, sembra essere lo sceriffo. Ci sgrida, per aver tentato di appropriarsi della sua anima. Dà la colpa di tutto ad un bastardo, un meticcio, che risponde al nome di Nuvola Che Cammina. Gli leggiamo l'odio in faccia. Sulla pelle dei cadaveri vediamo piaghe e pustole.

Dall'ombra esce il carcerato fuggito Johnatan Coleman, che a quanto pare ha un conto aperto con Gray. Come nei migliori film western i due di fronteggiano. A differenza dei migliori film western, il criminale è più veloce e preciso, e fredda l'agente Gray.

Poco poeticamente, abbiamo paura che il criminale poi se la prenda anche con noi, e quindi gli spariamo. Io lo ferisco, e Sun Mae lo finisce. La realtà decide di riprendere il controllo, e tutto torna al nostro tempo. Terence racconta la storia di Gray. Era un poliziotto corrotto, il cui nome era Charles, che ha tentato di farli evadere. Qualcosa è andato storto, e si sono salvati per miracolo quando il camion è saltato in aria.

La scuola è vuota.

Terence fa notare che sebbene lo sceriffo dica di proteggere il posto, tutti hanno paura di lui. La teoria più condivisa è che lo sceriffo ha scoperto una tresca tra l'indiano e la moglie, ha ucciso l'indiano, il quale, prima di morire, ha maledetto il posto.

Cercando nel fienile, trovo il diario di Donnie, di cui mi ha confessato l'esistenza. Lo studierò appena sono un pò più tranquillo.

Un particolare inquietante ci fa accapponare la pelle.. Robert si accorge di una corrispondenza tra i pezzi della scacchiera e il nostro numero. Stanchi morti, andiamo a dormire.

Mi sveglio nel cuore della notte, con qualcosa di viscido addosso. Accendo la torcia, e vedo Emmanuel, morto, al mio fianco, con la gola tagliata. Lascio cadere la torcia che illumina il coltello che sta sulla mia branda. Davanti a me Pendelton, che mi accusa di averlo ucciso. Lo accuso a mia volta, nonostante, nel sogno, io mi ritenga davvero responsabile della sua morte.

Lui indica una cassetta, sotto il letto.. Pendelton pensa che ci sia una sola soluzione, a questo, e mi da una pistola.. la metto in bocca, e tiro il grilletto. Un forte lampo, e un urlo.

Mi sveglio madido di sudore e urlando sveglio tutti. Emmanuel mi porta a prendere aria, e andiamo a vedere l'alba con Emmanuel, e ci mettiamo su una panca ad ammirare l'alba e a far due chiacchere.

Quando anche gli altri sono svegli, andiamo in cerca della casa dello sceriffo. A pianterreno troviamo un paio di manette, e tra i vestiti del piano di sopra troviamo vestiti simili a quelli di Corinne.
Perquisiamo a tappeto i locali. Troviamo un acchiappasogni, ma per il resto la casa è completamente pulita.
Tengo l'acchiappasogni.

Decidiamo di affrontare la paura, e ci dirigiamo tutti verso la miniera.Gli stretti corridoi retti da puntelli di legno.
"Miniera d'argento Babyhead".
Il corrodoio a L finisce in un piccolo ascensore a manovella. Scendiamo in due tranche.
Sotto le condizioni sono un pò migliori. Dante sta per cadere in un buco ma lo salviamo.

Le miniere si rivelano più grandi del previsto.
E difatti Brandon e Kenny vanno a fare i cazzoni da soli, e Kenny precipita in un pozzo, sfracellandosi dieci metri più in basso. A caro prezzo scopriamo che c'è un livello più in basso, e ci caliamo. In un vicolo cieco, troviamo un muro di mattoni.

Dante si accende un sigaro, il cui fumo traccia volute strane e brutte, che quello sbroccato interpreta come presagio di sventura.

Scavo un piccolo foro, dentro vedo uno scheletro,in posizione eretta.

Abbatto la parete. Sulle pareti ci sono le scritte "Qui giacciono le ossa maledette dello stupratore Nuvola che Cammina", scritto sul muro con il della vernice rossa. Lasciamo a Dante l'incombenza di decidere cosa fare, mentre io lo depongo,recidendo la corda.

Nonostante gli avvertimenti impauriti di Dante decidiamo di tumularlo. Alla fine del breve funerale, una sensazione di pace ci pervade.

martedì 1 novembre 2011

Il diavolo e l'acqua santa.

Ci aggiriamo per il saloon. Qualcosa non quadra, e bisogna capire cosa. Più occhi guardano, più facile che qualcuno se ne accorga. Il nostro giro turistico inizia nella stanzina al primo piano del saloon, dove Timothy Brooke dormiva prima di impiccarsi. Una stanza un pò più in ordine delle altre, ma sempre in disuso, in cui qualcuno però ha spazzato la polvere, e sistemato i mobili decrepiti lungo le pareti.

Nello spazio centrale c'è una braindina, un tavolino con uno zaino e un frigo bar. Nello zaino un portafogli, quello di Timothy, e degli appunti universitari. Nel frigo, invece, qualcosa da mettere sotto i denti.

Mentre decidiamo i dettagli del nostro giro esplorativo, Robert l'investigatore viene a chiederci spiegazioni. Suggerisce di sbrigarci, perchè la gente si fa irrequieta. Per aumentare la partecipazione e diminuire la tensione dividiamo la gente in quattro gruppi.

Al primo gruppo, formato da Corinne e Danny Bell, La sig. Heckhardt, la sig. Cindy Marlet e il figlio Micky, Sean Cooper, chiediamo di chiudersi nell'edificio degli alloggi. Donne e bambini poco adatti alla situazione e con maggior stress. Inutile metterli in gioco.
Al secondo gruppo, la coppia formata da Jab e Norma Walker, chiediamo di seppellire il cadavere dell'impiccato, e poi riunirsi agli altri.
Infine prendiamo quelli che sembrano più pratici, e dividiamo anche loro: a Robert l'investigatore, Ashley, Brandon e Kenny, suggeriamo di cercare il pozzo e trovare acqua, mentre a Teresa Beckett, Josh Karries, Mark Bastinelli l'autista, Ted Marley chiediamo di cercare cibo e benzina. Presto a Mark il mio fucile, per ogni evenienza.

Mentre i gruppi si dividono, noi iniziamo a perlustrare la città.

Strabuzziamo gli occhi dall'incredulità quando Gray esce dall'edificio con i due carcerati, Terence Ember e Johnatan Coleman, liberi. Gli chiediamo spiegazioni che non vengono addotte. Gray farfuglia vaghe garanzie, senza convincere nessuno. Perfino Robert ha da ridire, come tutti. Ma non possiamo opporci. Forse vogliamo qualcuno da biasimare per quello che temiamo possa succedere, e questa cazzata fornirebbe un capro espiatorio a tutti, per cui lasciamo perdere presto.

Con i due carcerati sotto gli occhi, esploriamo l'ufficio dello sceriffo. Fuori, l'insegna sbiadita penzola cigolante. Dentro, i pochi arredi sopravvissuti alle sabbie del tempo sono quel che resta di un tavolaccio di legno e una vecchia cassaforte vuota. In una stanza adiacente c'è una specie di piccola aula giudiziaria, con qualche sedia ribaltata e un altro tavolaccio su cui la nostra fantasia già immagina un giudice, in toga nera, picchiare il martello di legno, in puro stile hollywoodiano. Nell'aria, una fortissima puzza di marcio. Frugando a terra trovo una botola, che spalanchiamo. Un disgustoso fetore si solleva, tant'è che Gray si gira e vomita, mentre nella piccola fossa (perchè sembra proprio una fossa funebre) il cadavere di uno sceriffo, di cui tengo la stella, ci fissa con le orbite vuote. Una vecchia colt nella sua mano è puntata verso la bocca, e il cranio presenta fori di entrata ed uscita. Si è sparato un colpo in bocca. Tra i resti troviamo un registro criminale, che arriva ovviamente fino al 1919, ben ordinato nella prima parte, ma nelle ultime pagine ci sono solo delle note scritte a caso, senza ordine, quasi illeggibili. Cogliamo le parole "quel selvaggio stupratore" "la pestilenza" "il suo posto è all'inferno" e all'ultima pagina "adesso mi manca di fare un'altra cosa. Signore, bada alle nostre anime stanche", che probabilmente preclude all'ennesimo suicidio.

Quasi incredibilmente, anche lo sceriffo si chiamava Pritchard. Distratti, notiamo con la coda dell'occhio, fuori dalla finestra qualcuno che ci osserva, con le pupille bianche e lo sguardo vacuo. Tentiamo di uscire ed inseguirlo, ma si è già dileguato.

E' da poco passata l'ora di pranzo, e il gruppo in cerca di viveri fa ritorno. Hanno trovato un pozzo, e gli consigliamo di bollire l'acqua prima di berla.

Approfitto di un attimo di pausa per andare a trovare Emmanuel e accertarmi che stia bene.

Decidiamo quindi di scendere nel tunnel del capanno degli attrezzi. Dante accende una lampada ad olio che troviamo nel capanno degli attrezzi. Portiamo giù anche i due carcerati e Gray.  Il tunnel è alto come un uomo e poco più largo, e iniziamo a camminare. Ad un tratto quasi tutti noi sentiamo, in mezzo al silenzio, uno strano "click!" seguito da uno "sssshhh!" che non preannunciano niente di buono: indietreggiamo di corsa, allontanandoci il più possibile dalla fonte del suono. Io trascino Johnatan per la giacca, visto che lui aveva deciso di rimanere immobile, mentre Terence si tuffa in avanti. Un attimo dopo, un'esplosione poco più avanti riempie il tunnel di detriti e le nostre orecchie di fischi e ovatta. Rientriamo a recuperare Terence, che sembra solo ferito. Johnatan esce dal tunnel mentre Gray lo segue: si è spaventato, e non ha più voglia di tornare giù nel tunnel. Inizia a litigare con Gray, e infine se ne va per la sua strada, senza che Gray faccia niente per fermarlo. Ormai la storia del poliziotto non è più credibile.

Robert, nonostante la richiesta di Gray, non ha alcuna voglia di inseguire Johnatan nella sua fuga. Perso uno dei due pericolosi criminali, decidiamo di tornare sotto e proseguire lungo il tunnel. Dopo una ventina di metri il tunnel si interrompe e sbuchiamo in una piccola stanza, irregolare e bassa. C'è solo della paglia per terra, solo dei pagliericci con delle coperte e due scheletri di due donne mummificati. Perquisiamo la stanza. Guardando i cadaveri trovo una medaglietta con due immagini, una è una ragazza carina con i capelli raccolti dietro, e l'altra è di un giovane biondo, coetaneo. Non somigliano affatto al Pritchard che ho visto vivo.

Troviamo un piccolo diario.


"13 aprile. Greg ci ha appena lasciate qui. Ha detto che tornerà il prima possibile, ma vorrei che non se ne fosse mai andato."
"15 aprile. Greg è tornato, ha detto di non preoccuparci, ma che dovrà stare via ancora per un pò. Mi preoccupa la mamma, è da ieri che non dice niente."
"16 aprile. Sono molto preoccupata per Greg, oggi era visibilmente ansioso, ha detto che deve farlo per proteggerci meglio, l'ho sentito lavorare nel tunnel per mezza giornata. Ho come l'impressione che non lo rivedrò molto presto."
"18 aprile. La mamma è peggiorata, ha la febbre alta, e quelle piccole pustole che aveva sul viso stanno diventando delle piaghe orribili da vedere.                                                       Oggi ho sentito molti spari, da sopra. Non posso uscire da qui, ma spero che Greg torni presto a prendermi."
"21 aprile. Mi sento debole e faccio fatica a scrivere. Sento di avere la febbre, e per quanto non voglia scriverlo, penso che se Greg non torna, farò presto la fine della povera mamma".
Una pestilenza, quindi. Ma non solo. Anche qualcosa di più tangibile, visti gli spari in questione.
Usciamo e troviamo sopra Robert, con i ragazzi, e li aggiorniamo. Mentre stiamo parlando con Mark Bastinelli sentiamo un colpo di fucile distante. Nemmeno il tempo di finire la parola in bocca,  e una fucilata da lontano gli fa saltare la testa. Tutti scappano in preda al panico e gridano di orrore, e pure il mio pensiero è quello di correre, cercando un riparo. Dante è uno dei pochi a non pensare solo a proteggersi, infatti va a proteggere Ashley. Gray, che si trovava poco distante, sfodera la pistola e cerca di individuare la fonte dello sparo.

Avvicinandosi a noi sente una voce che grida "QUESTA E' LA PUNIZIONE PER TUTTI VOI, MORIRETE!!" e vede sulla soglia una figura misteriosa, con una delle braccia distorta e rattrappita. Gli intima l'alt e si avvicina, tenendolo sotto tiro, ma questi, poco intimorito: "Sprofonderai all'inferno, lui sarà la' quando sprofonderai nell'inferno e vedrà satana a mangiare le sue budella!" dice, con fare poco cordiale.

Mi sporgo dalla finestra del saloon in cui ho trovato riparo. Cerco qualcosa con lo sguardo, qualsiasi cosa, e vedo un luccichìo sul campanile. Forse un'arma. Proprio sopra Gray.  Per proteggerlo, punto la lupara e tiro il grilletto, per tentare di coprire Gray. Questi entra in chiesa per cercare riparo e inseguire la figura misteriosa, e lo trova di fronte all'altare. La croce è ribaltata e spezzata. Il tizio è inginocchiato davanti all'altare, e gli sta dando la schiena, pregando.

"Inutile che vieni qui a cercare Dio, lui ormai ti ha voltato le spalle!"

D'un tratto la croce finisce addosso a Berto, forse lanciata da qualcuno. Una risata sempre più forte gli riempie le orecchie, e lui spara, a casaccio.

Decido che da solo non ce la può fare e ordino a tutti di attraversare la strada. Dal campanile sparano, colpendo di striscio ad una spalla Dante. Facciamo irruzione in chiesa. Sun Mei sale al campanile, cercando il cecchino.

Sentiamo una voce che ci chiama fuori: "E' qui!" quindi usciamo di corsa, per vedere Pritchard, quello del benzinaio, che sta scendendo dal campanile. Quando ci vede si lascia cadere e inizia a correre, e lo inseguiamo, mentre Gray apre il fuoco, prendendolo due volte.

Alla fine Sun Mei lo raggiunge, e cerca di immobilizzarlo. Lo catturiamo. Io intanto lo sorveglio. Dante va al saloon dove ha un'allucinazione, vede cose muoversi strane sulla scacchiera, poi torna alla chiesa e inizia a fare quei suoi riti strani. Una candela bianca e una nera, e una riga di polvere di ferro, le sue mani legate sopra l'altare e dei disegni strani. Quando Pritchard si sveglia, accende le candele e inizia a far domande.

Sun Mei sente provenire dalla fattoria rumore di maiali sgozzati. Io e lei pensiamo dunque di andare alla fattoria a capirne la fonte. La fattoria è in rovina, c'è un granaio completamente sfondato. vicino alla recinzione, dei vecchi strumenti abbandonati. Subito fuori dal recinto, un aratro ruggine. All'interno della recinzione, una figura cicciona e curva, con una decina di bei maiali rosa.

Il fattore, mentre parla, non emette alcun suono.. è come se ci sentisse, ma noi non sentissimo lui. Sembra gentile e cordiale ma quando ci avviciniamo si spaventa, e poi di colpo accade l'incredibile. Davanti ai nostri occhi, si trasforma in un maiale. Sia io che Sun Mei fuggiamo terrorizzati e rientriamo al saloon.. per rompere la tensione decido di suonare qualcosa, riuscendoci. Torniamo in chiesa che l'interrogatorio è già iniziato. Prendo il fucile di Pritchard e me lo metto in spalla, dopo averne controllato lo stato.

Il rito-interrogatorio ha inizio. Non ho mai visto pratiche simili nel voodoo... Donnie sembra in trance (forse anche per le droghe che Dante gli ha dato?) e risponde docile alle domande "Perchè ci ha sparato?" "Perchè voi la state minacciando" (la? chi stiamo minacciando?) Donnie farfuglia, dice che non è colpa sua, siamo noi che non dovevamo venire qua. Non sa dire perchè tutti gli abitanti si siano suicidati, e sembra non sapere nulla. Dice che solo lui può fare qualcosa? ma di cosa parli, non riusciamo a capirlo.
Ad un certo punto dà di matto, e temendo che tenti il suicidio, tento di stordirlo, ma accidentalmente gli faccio troppo male. Fabio riesce comunque a stabilizzarlo prima che le ferite diventino letali.
Torniamo in saloon, portando anche Donnie.
La gente è tutta là, più o meno. Raccontiamo agli altri tutto.
Tutto sembra tranquillo ora. Sun Mei passa vicino ad una sedia su cui la sig.ra Eckard si è appisolata, e questa si sveglia, solo per realizzare, con orrore, che Mickey, il bambino, è sparito.