Le gambe ci tremano mentre ci avviciniamo e vediamo una decina di bambini vagare tra i giochi divelti e distrutti dal tempo di quello che un secolo fa doveva essere il campo giochi della scuola. "Giro girotondo..." fa eco al cigolio delle catene ruggini delle altalene che ondeggiano.
I bambini hanno i pugni stretti, le bocche serrate, e una collera a malapena repressa traspare dai loro sguardi fissi a terra. Tra loro anche Mickey e Danny sembrano partecipare ai giochi, senza condividere l'odio dei loro nuovi compagni. Addosso a tutti, anche ai due marmocchi, quelli che potrebbero benissimo essere i grembiuli di un secolo fa.
Per Sun Mei qualsiasi cosa stia accadendo è difficile da accettare. Rigida e quadrata, nega ciò che i suoi occhi vedono. Dante, quasi soddisfatto dalla cosa, le dà della miscredente senza troppa cortesia.
Distratti da questo scambio di vedute non ci accorgiamo che Cindy,la madre di Danny, è scattata in avanti per strappare suo figlio a quell'incubo. Arrivata alla staccionata che circonda il giardino si ferma e, tentando invano di mascherare il suo terrore, chiama il figlio. Gray le fa coro, ondeggiando delle caramelle ma il bimbo, quasi ipnotizzato dalla situazione, non si avvicina. Un altro dei bambini invece, senza celare troppo il suo stato d'animo, inveisce contro Gray, urlandogli di infilarsi le caramelle dove non batte il sole.
La porta della scuola si apre e appare Corinne, la madre dell'altro bambino, anch'ella vestita di vesti d'altri tempi, e con voce sicura annuncia la fine dell'intervallo, richiamando i bambini all'interno dell'edificio infestato da chissà quali spiriti maledetti.
L'orecchio fino di Sun Mei sente Ted dire "Non è possibile.. non doveva finire così!".
Ma non abbiamo tempo di pesare le parole. Dante scatta in avanti, e va a prendere Mickey. Cindy tenta di scansare i ragazzini, i quali si dimostrano più forti del previsto e la trattengono. "Lasciami andare, brutta stronza, o te ne pentirai!" le intima uno di questi. Io ne afferro per il bavero un'altro, per coprire gli spostamenti di Gray.
"Non osare toccarmi, bastarda!" è tutto quello che sentiamo prima di vedere il bambino che tratteneva Cindy spalancare a dismisura la bocca e vomitarle addosso una nuvola ronzante di insetti verdi e neri. Lei urla e si accascia, e l'urlo diventa inumano mentre il suo volto si riempie in pochi secondi di pustole e bubboni, che inziano a scoppiare, sciogliendolo, e riempiendo l'aria del fetore della corruzione.
Non aspetto certo di fare la stessa fine, e alzo la lupara, scaricandola in faccia al bambino che mi trattiene, il quale viene proiettato via. Mi volto e, in preda al terrore, corro incespicando fino al recinto,promessa di salvezza.
Sun Mae è a fianco di Cindy che, prima di spirare, la implora di salvare suo figlio. Corinne, da una delle finestre, urla "Non mi togliere anche loro! Non di nuovo!"
I bambini spalancano le fauci e di colpo siamo avvolti da una foschia repellente, piena di rumori di insetti volanti e di zampette ticchettanti, che ci ronzano addosso. Io e Dante ci tappiamo il naso mentre ci allontaniamo, mentre Sun Mei e Gray, avendo avuto la sfortuna di respirarlo, sono colti da conati di vomito. Gray copre il volto del bambino con il cappello mentre corre verso il recinto, ma di colpo questi sparisce dal suo abbraccio, nell'istante in cui la nuvola si dirada, e tutti sono scomparsi. L'unico indizio che ci ricorda che non abbiamo sognato tutto è il cadavere di Cindy.
Mentre Brandon e Gray vanno al saloon a prendere lo zaino nel quale Dante dice di avere dei rimedi per quella nausea, Sun Mei interroga Ted. Si crede un poliziotto, o forse un militare, visti i metodi spietati che lei e Gray usano per strappare allo sconvolto Ted poche farfuglianti parole. Dante arriva addirittura a promettergli di riportare in vita la moglie il cui cadavere ancora si muove a terra per gli spasmi post mortem, a pochi metri da lui.
Che persone senza cuore, quei tre.
Ted snocciola, tra qualche pugno e qualche minaccia, la storia che l'ha condotto qui. Dice di lavorare in una clinica psichiatrica di New Orleans, e di aver trovato, tra le vecchie carte del bisnonno, che faceva il suo stesso lavoro, delle cartelle cliniche riguardo ad ospiti della struttura negli anni precedenti. Un caso ha attirato la sua attenzione. Un certo Gregory Senders (il Greg della trappola?) si è presentato a New Orleans,disidratato, farfugliando di venire da Fort Asuncion, la quale era caduta vittima di chissà quale pestilenza, dicendo che lo sceriffo aveva sparato a tutti i cittadini. Chiedeva aiuto per andare a salvare due persone che erano rimaste intrappolate là. Fu internato, e dopo pochi giorni, morì.
Qualche settimana fa ha poi visto i volantini di questa gita, e la curiosità ha preso il sopravvento.
Da quando è qui, dice, sente che questo posto è pieno di spiriti assetati di sangue. Dice che non voleva ci fossero altre vittime, specie nella sua famiglia. Per evitare questo, ha mandato a morire altre persone, facendo saltare in aria l'autobus.
Non mi piace l'intimidazione e la violenza, per cui li lascio, e mi dirigo da Donnie, a far due chiacchere. Non è difficile entrare in sintonia con quell'invasato. Apprendo non senza timore che anche lui, come me, ha fatto gli stessi sogni. Piccole differenze. Dopo mesi di insonnia lui ha sognato delle X rosse dipinte sugli usci delle case, una pestilenza.. mi spaventa molto sapere che i miei sogni sono uguali ai suoi, temo di fare la stessa fine, e non voglio.
Mi suggerisce di prendere nota di tutti i miei sogni. E' una cosa che mi impegnerò a fare.
Da 30 anni ha sogni, Donnie. Ricorrenti. Un'insegna fatta in un certo modo, una costruzione pendente in Italia, tanti particolari. Nel tentativo di dare un significato al tutto, si è messo a cercare in rete immagini, foto, segnali, e alla fine ha trovato una foto con l'insegna del saloon.
Per un attimo tiro troppo la corda con l'affinità tra noi, e lui teme che io possa prendere il suo posto come "paladino" di questi incubi, ma riesco a smentire i suoi timori. E' difficile recitare, ho paura. E non di fallire.
Donnie parla di "Lei". Lo spirito di questo posto.
Mentre io vado a riposare Sun Mae e Gray, ancora scossi dalla nube tossica, trascinano Ted nel saloon. Gray e Dante decidono di andare a finire di esplorare la chiesa. Emmanuel mi sveglia, e li raggiungo subito. Non c'è tempo per dormire.
Dante decide di eseguire uno dei suoi rituali. Non mi piacciono i pazzi invasati, e Dante lo sta sembrando almeno quanto Donnie, ultimamente. Il rito voodoo è complesso e poco comprensibile, ma il fatto che comprenda la stella dello sceriffo, i suoi stivali e la sua pistola non mi fa presagire nulla di buono.
Una volta contattato lo spirito dello sceriffo tenta di indossarne i panni ed entrare nella scuola. Su un tavolo all'interno, i vestiti che aveva Corinne. Passandosi per lo sceriffo, tenta di parlare con i bambini, che reagiscono male. Ma il suo problema non è tanto quello dei bambini, quando il fatto che lo spirito dello sceriffo tenta di possederlo.
E proprio in quel momento, la realtà ci manda a fanculo. Un fortissimo urlo di dolore lacera l'aria. E' già abbastanza buio, ma la strada è illuminata dalle torce sulle pareti. Sulle porte, delle X dipinte di rosso. La città ora sembra pulita e nuova. Addosso a noi, vestiti antiquati. Da sotto l'impermeabile di Gray spuntano i calci di due colt appese al cinturone da sceriffo. Io e Dante siamo vestiti da operai, mentre Sun Mei attira l'occhio per il suo succinto abito da prostituta. Tutti escono dalle stanze, anche loro con abiti d'altri tempi.
In mezzo alla strada ci sono alcune persone, estranei, mai visti prima, a cui qualcuno ha appena sparato.
Quel qualcuno, con la pistola ancora fumante in mano, sembra essere lo sceriffo. Ci sgrida, per aver tentato di appropriarsi della sua anima. Dà la colpa di tutto ad un bastardo, un meticcio, che risponde al nome di Nuvola Che Cammina. Gli leggiamo l'odio in faccia. Sulla pelle dei cadaveri vediamo piaghe e pustole.
Dall'ombra esce il carcerato fuggito Johnatan Coleman, che a quanto pare ha un conto aperto con Gray. Come nei migliori film western i due di fronteggiano. A differenza dei migliori film western, il criminale è più veloce e preciso, e fredda l'agente Gray.
Poco poeticamente, abbiamo paura che il criminale poi se la prenda anche con noi, e quindi gli spariamo. Io lo ferisco, e Sun Mae lo finisce. La realtà decide di riprendere il controllo, e tutto torna al nostro tempo. Terence racconta la storia di Gray. Era un poliziotto corrotto, il cui nome era Charles, che ha tentato di farli evadere. Qualcosa è andato storto, e si sono salvati per miracolo quando il camion è saltato in aria.
La scuola è vuota.
Terence fa notare che sebbene lo sceriffo dica di proteggere il posto, tutti hanno paura di lui. La teoria più condivisa è che lo sceriffo ha scoperto una tresca tra l'indiano e la moglie, ha ucciso l'indiano, il quale, prima di morire, ha maledetto il posto.
Cercando nel fienile, trovo il diario di Donnie, di cui mi ha confessato l'esistenza. Lo studierò appena sono un pò più tranquillo.
Un particolare inquietante ci fa accapponare la pelle.. Robert si accorge di una corrispondenza tra i pezzi della scacchiera e il nostro numero. Stanchi morti, andiamo a dormire.
Mi sveglio nel cuore della notte, con qualcosa di viscido addosso. Accendo la torcia, e vedo Emmanuel, morto, al mio fianco, con la gola tagliata. Lascio cadere la torcia che illumina il coltello che sta sulla mia branda. Davanti a me Pendelton, che mi accusa di averlo ucciso. Lo accuso a mia volta, nonostante, nel sogno, io mi ritenga davvero responsabile della sua morte.
Lui indica una cassetta, sotto il letto.. Pendelton pensa che ci sia una sola soluzione, a questo, e mi da una pistola.. la metto in bocca, e tiro il grilletto. Un forte lampo, e un urlo.
Mi sveglio madido di sudore e urlando sveglio tutti. Emmanuel mi porta a prendere aria, e andiamo a vedere l'alba con Emmanuel, e ci mettiamo su una panca ad ammirare l'alba e a far due chiacchere.
Quando anche gli altri sono svegli, andiamo in cerca della casa dello sceriffo. A pianterreno troviamo un paio di manette, e tra i vestiti del piano di sopra troviamo vestiti simili a quelli di Corinne.
Perquisiamo a tappeto i locali. Troviamo un acchiappasogni, ma per il resto la casa è completamente pulita.
Tengo l'acchiappasogni.
Decidiamo di affrontare la paura, e ci dirigiamo tutti verso la miniera.Gli stretti corridoi retti da puntelli di legno.
"Miniera d'argento Babyhead".
Il corrodoio a L finisce in un piccolo ascensore a manovella. Scendiamo in due tranche.
Sotto le condizioni sono un pò migliori. Dante sta per cadere in un buco ma lo salviamo.
Le miniere si rivelano più grandi del previsto.
E difatti Brandon e Kenny vanno a fare i cazzoni da soli, e Kenny precipita in un pozzo, sfracellandosi dieci metri più in basso. A caro prezzo scopriamo che c'è un livello più in basso, e ci caliamo. In un vicolo cieco, troviamo un muro di mattoni.
Dante si accende un sigaro, il cui fumo traccia volute strane e brutte, che quello sbroccato interpreta come presagio di sventura.
Scavo un piccolo foro, dentro vedo uno scheletro,in posizione eretta.
Abbatto la parete. Sulle pareti ci sono le scritte "Qui giacciono le ossa maledette dello stupratore Nuvola che Cammina", scritto sul muro con il della vernice rossa. Lasciamo a Dante l'incombenza di decidere cosa fare, mentre io lo depongo,recidendo la corda.
Nonostante gli avvertimenti impauriti di Dante decidiamo di tumularlo. Alla fine del breve funerale, una sensazione di pace ci pervade.
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